Via Maestri - Claus, alla parete Farfalla

Via Maestri - Claus, alla parete Farfalla

Note

Gruppo dei Fracingli (16-20 luglio 1967 in 90 ore)
Attrezzatura: 15 rinvii (oppure qualche rinvio in meno e moschettoncini sciolti), fettucce e cordini volendo 1 friend per il primo tiro (viola), chiodi e martello non necessari, dadi e staffe superflui. NOTA: Nei tiri in artificiale rinviare la corda ogni 2 chiodi altrimenti portare con sé minimo una ventina di rinvii.
Dislivello: 300 m (380 m se si scala fino alla vetta come i primi salitori)                                         
Sviluppo: 350 m
Tempo di salita: 4-5 h
Tempo di discesa: 1 h 15’ (in doppia dalla vicina via “Die Frau ist die Ruin des Alpinismus”)
Difficoltà: VI A1 (7b+ in libera Bonvecchio-Hall nel 1989)

ACCESSO
L’attacco della via si raggiunge percorrendo il sent. Martinazzi dal rif. Brentei, una volta giunti sotto lo spigolo N del Crozzon si mostra ai nostri occhi la levigata parete e si punta diritti verso di essa camminando tra detriti e ghiaioni attraverso il Vall. Dei Camosci (sempre numerosi da queste parti).

DESCRIZIONE
Si risale una lunga rampa obliqua verso sx per 120m con passaggi di II (attenzione alle rocce rotte e instabili), non fermarsi alla prima sosta su chiodi ma proseguire ancora fino alla sosta a spit della via “Die Frau ist die Ruin des Alpinismus”. Sconsigliabile percorrere in conserva questo tratto, si può dividerlo in 2 tiri con sosta da realizzare oppure slegati.

1° tiro: dalla sosta si sale puntando verso dx (ch.) fino a prendere una fessura verticale di sana roccia grigia, la si risale (ch.) puntando verso il caratteristico tetto giallo che taglia la parete, obliquando leggermente verso dx (ch.) si arriva in sosta (sosta su chiodi – 45m. VI)

2° tiro: con scalata elegante ed esposta su roccia non sempre solida ci si porta sotto allo strapiombo, lo si supera (volendo anche con l’aiuto dei chiodi), si prosegue su placca, si supera un altro strapiombo meno accentuato del primo, quindi altri 8m. di arrampicata su roccia più appigliata portano a una scomoda sosta appesi su 3 chiodi a espansione (rinforzabile con un Kevlar passato nella piccola clessidra presente sopra il chiodo centrale) (30m. V A0 - numerosi chiodi a espansione, qualche chiodo tradizionale)

3° tiro: si sale diritti con leggeri spostamenti a dx e a sx su fantastica roccia solida a buchi, si punta in direzione di un chiodo con traversata ascendente verso dx e da questo si traversa orizzontalmente a sx fino alla sosta (sosta su chiodi - 25m. V+)

4° tiro: si prosegue scalando il diedro appena accennato (2 ch.) puntando in direzione delle verticali e levigate placche nere soprastanti, in piena esposizione e con l’aiuto dei numerosi chiodi a espansione presenti si giunge in una piccola grotta (scomoda sosta su 2 spit vecchi – 35m. V A0)

5° tiro: si continua la scalata su placca seguendo la fila di chiodi, si supera prima una fessura poi un’altra obliquando a sx, si arriva a un terrazzino, ci si alza superando uno spuntone arrotondato verso sx usando la tecnica dell’opposizione, giunti all’ultimo chiodo si traversa orizzontalmente verso dx 4m.(sosta su 1 spit e 1 chiodo a espansione - 40m. A1 poi VI)

6° tiro: traversare a dx una 7-8 metri (2 ch.) fino a una fessura/canale arrotondata e la si sale con magnifica arrampicata fino a un ripiano sotto lo strapiombo terminale (sosta su 3 chiodi a espansione – 32m. VI+)

7° tiro: si supera il giallo strapiombo con l’aiuto dei numerosi chiodi a espansione, si prosegue diritti su scaglie e da ultimo si obliqua a sx (sosta su spit vecchi – 40m A0)

8° tiro: si supera la fessura a dx della sosta (2 ch) fino a una cengia al termine delle difficoltà (sosta su 2 chiodi – 10m. IV+).

Di qui la via originale prosegue ancora per un camino-fessura prima,cenge e fessure poi fino in vetta; traversando invece orizzontalmente verso sx una decina di metri si raggiunge la sosta finale della via a spit “Die Frau ist die Ruin des Alpinismus”. Con una serie di comode quanto esposte calate in doppia (5-6) si raggiunge la base della parete.

 

Note su bellezza e consigli: via di soddisfazione, molto esposta, ben protetta in ambiente selvaggio e isolato, bellissimo il colpo d’occhio sulle Ovest di Crozzon e Tosa. Presenta bellissimi tiri arrampicabili per intero con difficoltà max di VI+ su ottima roccia alternati a tiri in artificiale. Per chi ha “pompa” e voglia di mettersi in gioco questa via è una bella sfida se si vuole superarla in libera.

Lascia un commento

Stai commentando come ospite.

Contatti

Dove siamo

Via Cima Tosa, 7

38086 Madonna di Campiglio
(TN)

Orari

Tutti i giorni
dalle 17.30 alle 19.30

Fino a aprile