Via Cristina

Via Cristina

Note

Salitori: Marino Stenico e Franceschini
Attrezzatura: NDA, 8 rinvii, dadi, friends fino al giallo, fettucce e cordini, martello e chiodi
Dislivello: 380 m
Sviluppo: 495 m
Tempo di salita: 5-8 h

cristina.dis

ACCESSO
L’attacco si trova ai piedi di un caratteristico camino poco a destra dello spigolo Nord-Ovest dello Spallone. Vi si giunge in mezz’ora di cammino dal rif. Brentei, percorrere il sentiero verso la Bocca di Brenta costeggiando il Campanile Alto e il Campanile Scotoni, quindi seguire delle tracce che salgono ripide sui ghiaioni di sinistra.

DESCRIZIONE
1° tiro: si sale un camino friabile (1 chiodo all’inizio) seguendo la spaccatura di sx quando questo si divide (attenzione a questo tiro, poi la roccia migliora decisamente) (sosta nel camino - 35m. IV+)

2° tiro: si prosegue nel camino per altri 15m. fino a una specie di grotta da dove si innalza verticalmente, da qui (2 ch.) si traversa verso dx 7-8m. e si sale a una cengia (ch.). Qui si può fare sosta rinforzando il chiodo presente con un friend rosso (35m. IV+) oppure proseguire per altri 20m. lungo due muri verticali fino alla sosta con 2 ch. sulla destra (35m.+20m. IV+)

3° tiro: si sale obliquando decisamente a sx (1 ch.) in direzione del diedro che incide la prima metà della salita ben visibile già dal basso, la sosta si trova alla sua base (35m. IV)

4° tiro: ci si innalza nel diedro (2 ch.) per una ventina di metri con divertente arrampicata, si supera il tettino che lo chiude (ch.) stando attenti a non entrare troppo nel fondo, quindi si prosegue fino a dove la roccia del diedro diventa gialla (a circa metà del suo sviluppo); di qui si traversa a dx una decina di metri fino a una piccola cengia (40m. V+)  

5° tiro: si sale dapprima diritti, poi un traverso di 20m. a dx e quindi ci si alza fino ad incontrare una grande cengia detritica; la sosta si trova all’estrema sx della cengia, ma per evitare di far cadere dei sassi è meglio sostare subito sull’evidente spuntone che si vede appena saliti sulla cengia (55m. IV; attenzione a gestire bene gli attriti) e quindi attraversare in conserva verso i 2 chiodi alla base delle difficoltà.

6° tiro: dopo un passaggio atletico per alzarsi dalla sosta si sale diritti per roccia grigio-nera con magnifica arrampicata (chiodi), da ultimo ci si sposta leggermente a sx (non usare la sosta che si vede dal basso, ma rinviarla e spostarsi su quella 5m. più a sinistra leggermente più in basso) (35m. VI)

7° tiro: traversare a sx (chiodo nascosto in un buco) e quindi alzarsi obliquando verso sx fino a rasentare il filo dello spigolo, proseguire diritti con leggeri spostamenti verso dx fino a raggiungere una comoda cengia (45m. V+)

8° tiro: dalla sosta alzarsi a sx in direzione della fessura giallastra che incide la strapiombante parete sovrastante (attenzione a non seguire gli evidenti chiodi che vanno verso dx della via “Duomo dei Falchetti”), seguirla con faticosa arrampicata (chiodi) fino a uscire a sx in corrispondenza degli ultimi 3 chiodi ravvicinati (di cui il primo con una fettuccia bianca), sosta dietro lo spigolo (35m. VII oppure VI Ao)

9° tiro: proseguire su rocce più inclinate dapprima diritti una decina di metri(altra sosta evitabile sulla cengia) quindi verso lo spigolo obliquando quindi a dx per aggirarlo (40m. IV+)

10° tiro: alzarsi diritti e raggiungere una facile zona di terrazze detritiche, sosta su spuntone (45m. IV poi II)

11° tiro: salire 25m. per facili boccette e puntare allo spigolo (chiodo 5m. alla sua sinistra), alzarsi 15m. in verticale e sostare (40m. IV+)

12° tiro: con un unico tiro su roccia magnifica da 60m. si raggiunge la sommità dello Spallone (IV); questo tiro può essere diviso in 2 tiri più corti usando la sosta della via Graffer che si trova a metà sviluppo subito a dx dello spigolo.

Note su bellezza e consigli: tra le tante vie che percorrono lo Spallone (Graffer, Rovereto…) questa è forse la meno conosciuta e ripetuta; sicuramente è una via di soddisfazione che merita di essere salita, anche se la direttrice di salita non è lineare e a volte obliqua qua e là; a parte il primo tiro la roccia è magnifica lungo tutto l’itinerario, per fare “pulito” l’ottavo tiro ci vuole una bella pompa! Maestri taglia taglia che almeno tu ti salvi

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(TN)

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